<i>Italia Regia</i>
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Il database Italia Regia

L’avanzamento della ricerca su più fronti, l’approfondimento dei metodi della diplomatica, la disponibilità delle tecnologie digitali e, in definitiva, nuove questioni storiografiche e diplomatistiche non potevano permettere che il progetto di Italia Regia realizzasse un semplice pendant ‘laico’ di Italia Pontificia. Come strumento, Italia Regia avrebbe dovuto permettere di cogliere diversi fenomeni insieme. Fra questi, senz'altro la distribuzione complessiva sul territorio del Regnum della documentazione emessa dal potere regio (diplomi, mandati e placiti); l’insieme dei destinatari di tutta la documentazione pubblica conservata e il ‘profilo’ di ciascuno di essi riflesso nel tipo di documentazione ricevuta; lo spettro dei personaggi a qualsiasi livello e titolo implicati nella genesi delle scritture del potere pubblico, concepita necessariamente in senso globale: come realizzazione di sapere grafico e testuale e, insieme, come atto politico. Il tutto, su un medio-lungo periodo che, in questa fase iniziale, viene individuato nell’arco di tempo che va dal secolo VII alla prima metà del secolo XI: dai Longobardi a Enrico III.

        Solo un database avrebbe potuto permettere tutto ciò. La concezione e la realizzazione di questo strumento ha rappresentato lo specifico obiettivo del progetto intitolato «Per Italia Regia: censimenti, banche-dati e studi su forme, contenuti e tradizione delle scritture del potere regio dell'alto e pieno medioevo» dell’Unità di Ricerca presso l'Università della Tuscia di Viterbo, di cui hanno fatto parte François Bougard, Wolfgang Huschner, Alessia Rovelli coordinati da Antonella Ghignoli in qualità di Responsabile scientifico. Questa Unità di Ricerca e il suo progetto erano inserite nell'ambito del Programma di Ricerca di Interesse Nazionale ammesso al Cofinanziamento ministeriale nel 2002 (Prin Cofin Miur 2002), coordinato da Stefano Gasparri presso l'Università Ca' Foscari di Venezia e intitolato «Forme e realtà del potere pubblico nell'Italia altomedievale (secoli VIII-XI)».

        Italia Regia database si articola su diverse schede (dei diplomi, dei placiti, dei documenti pontifici, schede prosopografiche e di enti, schede bibliografiche), che costituiscono tante banche-dati interagenti fra di loro, necessariamente interconnesse, si sarà capito, alla banca-dati dei destinatari (persone ed enti). All'origine di ogni analisi dei testi per il censimento e per l'immissione dei dati vi è un riesame critico del documento, condotto – per i diplomi, sistematicamente – direttamente sugli esemplari conservati: ciò costituisce un passaggio caratterizzante che rende il lavoro stesso per IR un lavoro di ricerca, in particolare per tutto ciò che riguarda la nozione di originale, minuta, copia imitativa, vale a dire tutto ciò che condiziona il giudizio filologico – sulla tradizione – dei singoli documenti e in fin dei conti il loro impiego come fonti storiche. Questo ritorno ai testi nei loro fondi d’archivio è anche indispensabile per ritrovare la segnatura archivistica, non di rado mutata rispetto al tempo delle edizioni MGH; per schedare i documenti secondo dei criteri uniformi; per costituire, infine, un archivio fotografico. Il database dovrebbe permettere infatti, quando sarà il momento, di legare ai diplomi la loro immagine digitalizzata, così come ai personaggi eminenti del Regnum le immagini delle loro realizzazioni grafiche (siano testi di diplomi, siano semplici sottoscrizioni nei placiti).

La ricerca in Italia Regia database può avvenire in due modi:

1) tramite una navigazione semplice, in partenza georeferenziata, attraverso la quale si giunge al destinatario (ente o persona) per poterne vedere tutti i diplomi, i placiti e anche i documenti pontifici ricevuti (di quest'ultimi sono inseriti dati minimali, che rinviano per il resto a Italia Pontificia);

2) tramite una ricerca avanzata con la quale sarà possibile interrogare diplomi, placiti, schede prosopografiche e schede degli enti, con diverse opzioni.